venerdì 3 luglio 2015

Recensione: Non ti avvicinare

Non ti avvicinare | Luana Lewis
Titolo: Non ti avvicinare
Titolo originale: Don't stand so close
Autore: Luana Lewis
Editore: Longanesi
Pagine: 322
Prezzo: 16,40 € cartaceo / 9,99 € ebook

Che cosa faresti se in una gelida serata invernale una ragazza bussasse alla tua porta per chiedere aiuto? Sei sola in casa, hai paura, nessuno può aiutarti… Ma lei è solo una ragazza. Devi accoglierla, non hai altra scelta. Anche perché lei sembra sapere molte cose su di te e sulla tua vita. Cose segrete. E nella ragnatela di bugie che inizia subito a tessere, e che poco a poco ti intrappola in una spirale di paura, si nasconde qualcosa che non è affatto una menzogna. Nel cuore degli inganni si nasconde la verità più pericolosa.
È un freddo pomeriggio di dicembre e Stella è chiusa nella sua bella casa nella campagna inglese. Sono diciotto mesi che non esce: lì si sente al sicuro, protetta dal marito Max. Stella è agorafobica, qualcosa nel suo passato l’ha segnata, ma la situazione sta lentamente migliorando, grazie anche alle cure del marito, psicologo. Ma adesso lui è lontano per lavoro e Stella si trova di fronte Blue, una ragazzina magra, molto agitata, di una bellezza sconvolgente, come sconvolgente è quello che le racconta.



RECENSIONE

Sulla scena italiana del thriller psicologico si è da poco affacciata una nuova autrice, Luana Lewis, al suo esordio nella narrativa proprio con Non ti avvicinare, romanzo nel quale l'autrice mette in campo tutte le sue conoscenze professionali per dar vita a una storia che parla di disturbi della psiche e di quanto la mente umana possa essere fragile. Luana Lewis, infatti, è una psicologa specializzata nella cura di stati d'ansia e stress post-traumatico e chi meglio di una persona esperta in materia poteva scrivere un romanzo con una protagonista che soffre di un grave disagio psicologico?
Stella è agorafobica, da diciotto mesi vive reclusa nella sua bella casa nella campagna inglese, il suo rifugio, l'unico luogo in cui si sente sicura; la sua agorafobia le deriva da un trauma subito nel passato e solo grazie ai medicinali e alle cure del marito Max, uno psichiatra, riesce a stare meglio. La casa è protetta da un sofisticato sistema di sicurezza e nessuno può avvicinarsi senza che Stella se ne accorga ma, un freddo pomeriggio di dicembre, a causa di un'abbondante nevicata, qualcuno riesce ad arrivare indisturbato alla porta e suonare il campanello. È una ragazzina infreddolita che le chiede di entrare. Che fare allora? Stella ha paura, non vorrebbe farla entrare, ma d'altra parte non può nemmeno lasciarla fuori a morire congelata. Alla fine Stella cede e apre la porta alla ragazza, permettendole di varcare la soglia. In fondo, pensa Stella, è soltanto una ragazzina, che male può farle? Solo che la giovane, che dice di chiamarsi Blue Cunningham, inizia subito a comportarsi in modo davvero strano, mente e cambia più volte versione riguardo il motivo per il quale si trova in quel luogo, ora è timida e gentile, ora è aggressiva e manipolatrice, ed a un certo punto racconta a Stella una storia a dir poco sconvolgente... Ma cosa vuole davvero Blue da Stella? Qual è il suo piano?
Il romanzo intreccia due piani temporali diversi: il presente, con Stella prigioniera delle sue fobie, rinchiusa nella sua fortezza e perennemente sotto psicofarmaci per tenere a bada i suoi problemi, e il passato, ovvero prima che Stella fosse colpita da agorafobia, quando la donna era una giovane e brillante psicologa che svolgeva il suo lavoro con grande passione. Tra questi due piani si inserisce un terzo punto di vista, quello che narra di alcune sedute di psicoterapia tra una ragazzina e il suo psichiatra, un uomo maturo. Intersecando il presente con il passato e con il racconto degli strani incontri tra lo psichiatra e la ragazza, capiamo qual è l'evento che ha portato Stella a diventare la donna spaventata e ansiosa che è nel presente e quale sia il collegamento tra lei e la giovane Blue.
Questo tipo di narrazione è un ottimo espediente per spingere il lettore a macinare pagine su pagine  per scoprire quale sia il mistero che si cela dietro il comportamento di Stella e la comparsa di Blue alla sua porta, e infatti io mi sono letta Non ti avvicinare in due giorni, anzi in soli due pomeriggi. È sicuramente un romanzo molto avvincente e ben scritto che si legge tutto d'un fiato, anche se non è particolarmente carico di tensione o di suspense come di solito avviene nei thriller; più che altro a tenere sulle spine e ad essere inquietante è l'atmosfera che si respira nel romanzo, il senso di claustrofobia e di ansia - giusto per restare in tema di problemi psichici - che traspare dalle azioni e dai pensieri di Stella e dai comportamenti ambigui di Blue. Diciamo che quello che si prova leggendo Non ti avvicinare è un forte senso di disagio e l'autrice è stata in grado di trasmetterlo molto efficacemente al lettore, anche perché essendo lei stessa una psicologa conosce alla perfezione tutti i meccanismi della mente umana e sa descriverli in modo pertinente e verosimile.
A me questo romanzo è piaciuto, mi ha tenuta incollata alle pagine e la trama mi ha coinvolta, quindi la mia impressione è positiva e posso dirmi complessivamente soddisfatta della lettura. Ma c'è un "ma" e riguarda il finale che mi ha fatto storcere il naso e abbasserà il mio voto; secondo me il finale è troppo "moscio", passatemi questo termine, mi aspettavo qualcosa di decisamente più esplosivo dopo quello che viene raccontato nel corso del romanzo e invece si sgonfia come un palloncino, lasciando l'amaro in bocca. Il finale mi ha proprio delusa, io mi aspettavo qualcosa di più forte e anche meno frettoloso e purtroppo così non è stato, tanto che il mio entusiasmo per questo romanzo è decisamente calato. Peccato.
Comunque non è affatto un brutto romanzo, anzi è una storia molto appassionante con una trama intricata al punto giusto che avviluppa il lettore tra le sue pagine, un ottimo stile di scrittura, dei personaggi intriganti e ben caratterizzati e che, in virtù del fatto di non essere proprio un thriller tradizionale, può certamente piacere anche a chi non ha una particolare predilezione per questo tipo di letteratura. In definitiva, a parte la delusione per il finale, promuovo Non ti avvicinare e ve lo consiglio.



Il mio voto:




6 commenti:

  1. Ha convinto abbastanza anche me...manca quel tocco in più che l'avrebbe reso ancora più affascinante :)

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    1. Concordo, è un buon romanzo ma gli manca "quel non so che" ;)

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  2. Anch'io sono rimasta un po' delusa da questo libro, sia a causa del finale "moscio" che, più in generale, perché non ho mai percepito quella suspense che mi aspettavo.

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    1. Infatti, per essere un thriller la suspense è davvero poca.

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  3. Dopo la lettura di La ragazza del treno - fiacco, scontato, noioso; altro che thriller dell'anno: domani ne parlo sul blog - mi recupero qualche vecchio thriller e questi nuovi, che sembrano deludere, li lascio da parte un po'.

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    1. Nooo anche La ragazza del treno è una delusione, allora >_<! Uff, avevo alte aspettative su quel romanzo... vabbè, visto che me l'hanno mandato, lo leggerò comunque, almeno mi farò una mia idea.
      Sono curiosa di leggere la tua recensione, appena la pubblichi passo sul tuo blog. ;)

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