martedì 10 novembre 2015

Recensione: "Il quinto Vangelo"

Il quinto Vangelo - Ian Caldwell
Titolo: Il quinto Vangelo
Titolo originale: The fifth gospel
Autore: Ian Caldwell
Editore: Newton Compton
Pagine: 480
Prezzo: 12,00 € cartaceo / 4,99 € ebook

2004. Mentre papa Giovanni Paolo II è sempre più debole e il suo potere vacilla sotto l'incalzare della malattia, una misteriosa mostra viene allestita nei Musei Vaticani. Ma, una settimana prima dell'inaugurazione, il curatore viene assassinato nei giardini della residenza papale di Castel Gandolfo. Nelle stesse ore, in Vaticano, un malintenzionato si introduce nella casa in cui vivono il prete cattolico di rito greco Alex Andreou - consulente della mostra - e il suo figlioletto di cinque anni. I due crimini sono chiaramente collegati, ma la gendarmeria pontificia brancola nel buio, così Alex decide di portare avanti una sua indagine privata. Per trovare il killer, però, deve ricostruire la straordinaria scoperta del curatore della mostra: la più importante reliquia del Cristianesimo, il cui segreto è custodito all'interno dei quattro Vangeli e di un quinto, sconosciuto ai più, chiamato Diatessaron. Ma proprio quando padre Alex comincia a capire quali sconvolgenti conseguenze potrebbe avere una simile rivelazione sul futuro del mondo e della Chiesa, si ritrova braccato da qualcuno senza scrupoli, che segue ogni sua mossa. Stavolta, per sopravvivere, dovrà usare tutto il suo sapere e battere in astuzia chi vorrebbe metterlo a tacere.



RECENSIONE


Ho ricevuto Il quinto Vangelo in anteprima dalla Newton Compton nell'ambito dell'iniziativa del Club dei lettori che prevede, appunto, l'invio di alcuni romanzi a sorteggio tra i vari iscritti; è stata una graditissima sorpresa, anche perchè è di un genere che mi è sempre piaciuto e quindi mi sono immediatamente immersa nella lettura pensando, tra l'altro, che sarei riuscita a postarne la recensione in anteprima... così non è stato, anzi ho impiegato molto più tempo di quanto mi sarei aspettata per riuscire a leggerlo. Ma di questo parlerò in seguito, prima lasciatemi raccontare brevemente la trama.
Il romanzo è ambientato nel 2004 durante gli ultimi mesi del pontificato di Giovanni Paolo II, quando in Vaticano si sta allestendo una mostra su una delle reliquie più misteriose della cristianità, la Sindone. A pochi giorni dall'apertura, però, il curatore, Ugolino Nogara viene ritrovato morto, presumibilmente assassinato, nei giardini di Castel Gandolfo. A trovare il corpo di Nogara è stato Simon Andreou, suo caro amico nonchè prete cattolico di rito romano che lavora per la Segreteria di Stato del Vaticano. Sconvolto, Simon chiama in aiuto suo fratello, Alex, anch'egli un prete cattolico ma di rito greco, il quale conosceva molto bene Ugolino Nogara dato che lo stava aiutando nella lettura e interpretazione dei Vangeli, in particolare del cosiddetto Diatessaron, un testo che fonde in un'unica narrazione tutti e quattro gli altri Vangeli.
Tornato a casa, Alex scopre che, nel frattempo, qualcuno si è introdotto nella sua abitazione, terrorizzando il figlio, Peter, di soli cinque anni e la suora che li aiuta nella gestione della casa da quando la moglie di Alex, Mona, se n'è andata anni prima. Alex si convince che questo fatto non sia una coincidenza, ma anzi sia collegato alla morte di Nogara che aveva scoperto qualcosa di straordinario che potrebbe sconvolgere dal profondo la stessa Chiesa cattolica. Mentre Simon, accusato di omicidio deve affrontare un processo che potrebbe avere come esito la condanna più dolorosa per un religioso, ovvero la riduzione allo stato laicale, Alex inizia una sua personale indagine per scagionare il fratello e scoprire la verità...
Allora, come ho accennato all'inizio della recensione, la lettura de Il quinto Vangelo, contrariamente alle mie aspettative, si è rivelata meno agevole del previsto e ci ho impiegato parecchio per finirlo. Il fatto è che è un romanzo corposo, non tanto per il numero di pagine in sè che, sì, non è indifferente ma proprio per la quantità di informazioni contenute in esso e la scrittura stessa che non è, secondo il mio punto di vista, molto scorrevole, anzi è lenta e "densa", non so se capite cosa intendo. Basti pensare che l'autore stesso ha impiegato dieci anni di ricerche, di scritture e riscritture per portarlo a termine e questo ha sicuramente influito molto sul risultato finale, cioè un romanzo coltissimo e impeccabile dal punto di vista della documentazione ma fin troppo saturo, privo di freschezza e di mordente.
Tra l'altro, viene definito thriller ma non si può certo dire che lo sia, non basta un omicidio a farlo diventare un thriller se poi manca la suspense, la tensione, il restare con il fiato sospeso, insomma tutti gli elementi che dovrebbere essere presenti in un thriller a regola d'arte; i colpi di scena non mancano, per esempio nella soluzione del caso che tutto si può dire tranne che sia scontata, ma non è abbastanza per poter affermare che Il quinto Vangelo sia un thriller. È più un giallo a sfondo religioso, magari, dato che comunque il mistero non manca, e in certe parti si potrebbe tranquillamente considerare un saggio su temi religiosi. L'autore, infatti, fa numerose digressioni per raccontare la storia della Sindone, approfondire i Vangeli narrandone anche gli aspetti meno conosciuti, aprire una finestra sulla vita nella Città del Vaticano, l'organizzazione della Chiesa, il diritto canonico, i cattolici d'oriente, i rapporti tra Chiesa cattolica e Chiesa ortodossa, gli intrighi e i giochi di potere del Vaticano, ecc. Tutti questi approfondimenti sono interessantissimi, molto istruttivi, e offrono anche spunti di riflessione, però purtroppo queste frequenti divagazioni spezzano il ritmo della narrazione, la rallentano e la appesantiscono notevolmente, facendo sì che la trama principale alla fine passi in secondo piano.
Tutta la storia è narrata al presente, tranne alcuni flashback, in prima persona da Alex Andreou, il prete di rito greco protagonista principale del romanzo. Alex è un personaggio interessante, è un prete ma è anche un padre single abbandonato dalla moglie subito dopo la nascita del figlio, che deve quindi dividersi tra la sua vocazione religiosa e il suo ruolo di padre, cercando di svolgere al meglio entrambi i compiti. Ho apprezzato la caratterizzazione di Alex, il fatto che l'autore sia riuscito a far emergere il suo lato umano e abbia creato un protagonista realistico, un uomo normale, con le sue fragilità e le sue paure, ma pronto a tirare fuori il coraggio e anche a rischiare per amore della sua famiglia. 
Il quinto Vangelo è un romanzo senza dubbio scritto egregiamente, con un bell'intreccio che mescola finzione e realtà, e una solida documentazione storica a fare da cornice ma bisogna dirlo, non è certo una lettura semplice, adatta a tutti e, parlando da un punto di vista soggettivo l'ho trovato un buon libro, anche se non appassionante e avvincente come mi aspettavo, per tutti i motivi che ho elencato prima. Mi sento di consigliarlo solo a chi ama questo genere di romanzi con un importante impianto storico/religioso, mentre non fa per voi se cercate un thriller classico o un libro leggero e di pura evasione perché davvero non lo è, viste le numerose digressioni storiche e religiose inserite nella trama che, a meno che non siate appassionati o almeno incuriositi da questi argomenti, potreste trovare pesanti e noiose. 



Il mio voto:




1 commento:

  1. Ho appena finito di leggerlo. Sono assolutamente d'accordo con la tua recensione. Ogni tanto mi fermavo e cercavo di tirare le fila della storia che è un po' come sabbia che scivola tra le dita e non riesci mai a carpirla (o capirla) completamente. Incuriosito dalla presentazione del romanzo, come fosse il nuovo Dan Brown, ho trovato qualcosa di completamente diverso.

    RispondiElimina

Ti è piaciuto questo post? Allora, se ti va, lascia un commento!
Oppure condividilo su FB, Twitter o Google+!