lunedì 4 aprile 2016

Recensione: "La vita perfetta"

Titolo: La vita perfetta
Titolo originale: Disclaimer
Autore: Renée Knight
Editore: Piemme
Pagine: 283
Prezzo: 19,50 € cartaceo / 9,99 € ebook

Catherine Ravenscroft non sa cosa sia il sonno. Da quando in casa sua è comparso quel libro, l'edizione scalcagnata di un romanzo intitolato "Un perfetto sconosciuto", non riesce più a fare sonni tranquilli, né a vivere la vita di ogni giorno, la sua vita di film-maker di successo, con la sua bella famiglia composta da un marito innamorato e un figlio ormai grande. Non ci riesce perché quel libro - anche se Catherine non sa chi l'abbia scritto, o come possa essere finito nella nuova casa dove lei e il marito hanno appena traslocato - racconta qualcosa che la riguarda molto da vicino. Qualcosa che soltanto lei sa, e che ha nascosto a tutti, anche a suo marito. Chi è l'autore di quel libro, e come fa a conoscere Catherine e a sapere cosa ha fatto un giorno di tanti anni fa, durante una vacanza al sole della Spagna? E che cosa vuole adesso da lei? Catherine dovrà fare i conti con la paura, e - forse per la prima volta - con la verità. Perché anche le vite che ci sembrano più perfette nascondono dei segreti che possono distruggerle.




RECENSIONE


Tutti noi abbiamo dei segreti, che possono essere segreti piccoli e innocui, ma possono anche essere dei veri e propri scheletri nell'armadio, segreti inconfessabili che se portati alla luce potrebbero sconvolgere il nostro equilibrio e quello delle persone che ci stanno accanto.
Questo è ciò che succede a Catherine Ravescroft, una dei due protagonisti de La vita perfetta; Catherine ha, apparentemente una vita senza ombre: è una donna di successo, una documentarista nota e apprezzata in tutto il mondo, ha un marito, anch'egli con un lavoro importante - è un avvocato - che la ama e la sostiene, un figlio venticinquenne un po' problematico che, come tutti i giovani, sta cercando, con qualche difficoltà, la sua strada. Ma appunto questa è solo una facciata che rischia di sgretolarsi quando Catherine trova nella nuova casa in cui lei e il marito si sono appena trasferiti, un libro dal titolo "Un perfetto sconosciuto" ad opera di un certo E.J. Preston: quando Catherine inizia a leggere il romanzo precipita in un incubo che le toglie il sonno e la getta in una spirale di terrore perché quel libro parla di lei, di un episodio del suo passato di cui non ha mai fatto parola con nessuno e che, se fosse scoperto dal marito o dal figlio, distruggerebbe per sempre la sua "vita perfetta".
In parallelo alla storia di Catherine, leggiamo quella del secondo protagonista del romanzo, Stephen Brigstocke. Stephen è un insegnante in pensione e, a differenza di Catherine, è un uomo solo e amareggiato dalla vita che non è mai stata generosa con lui, anzi gli ha sottratto le persone più care, prima il figlio Jonathan, morto in giovane età, e poi l'adorata moglie Nancy. Il ritrovamento da parte dell'uomo di un manoscritto della defunta moglie e di alcune fotografie, lo portano a scoprire un segreto del passato rimasto fino ad allora sepolto, che ora Stephen, però, è più determinato che mai a rivelare per ottenere la sua vendetta.
La storia è narrata alternando i due punti di vista, quello di Catherine, scritto in terza persona e quello di Stephen che, invece, racconta in prima persona, consentendo in questo modo al lettore di conoscere la vicenda da due diverse angolazioni, esattamente l'una l'opposto dell'altra. Ma capire dove stia la verità è difficile, le due versioni sono in contrasto e via via che si aggiungono elementi e dettagli i dubbi, invece che dissiparsi, aumentano. E tutto questo non fa che accrescere la curiosità dei lettori che, immersi in una storia di segreti, menzogne e inganni che si dipana tra il presente e il passato ricostruito attraverso flashback sapientemente inseriti nella trama, si ritrovano a macinare pagine su pagine senza un attimo di respiro.
Anche se non si può dire che La vita perfetta sia un romanzo ricco d'azione, ma al contrario basato soprattutto sull'aspetto psicologico e l'introspezione, il ritmo narrativo è comunque serrato e, grazie allo stile semplice e diretto ma coinvolgente, e all'abilità dell'autrice di catturare l'attenzione dei lettori fin dalle prime battute e poi nel corso di tutta la storia fino alla fine, con indizi, misteri e colpi di scena che intervengono a ribaltare tutte le convinzioni che fino a quel momento sembravano incrollabili, il romanzo si legge tutto d'un fiato. Una delle caratteristiche che ho apprezzato di più è proprio il fatto che, anche se il romanzo potrebbe sembrare semplice o addirittura banale, in realtà riesce sempre a sorprendere e a non essere mai scontato.
Notevole è, inoltre, a parer mio, la capacità di Renée Knight di farci conoscere dettagliatamente la personalità dei suoi protagonisti, mostrandocene in modo vivido e intenso il carattere, le emozioni e gli stati d'animo, facendo così provare a noi lettori questi stessi sentimenti; leggendo La vita perfetta è praticamente impossibile restare indifferenti sia alla storia che agli stessi personaggi, non si può non provare tutta una serie di emozioni che vanno dalla rabbia, all'angoscia, al disgusto, fino alla tristezza e allo sconcerto più puro quando, alla fine, viene rivelato il grande segreto di Catherine, che per me è stato un vero e proprio schiaffo, perché l'autrice è davvero brava a depistare e far credere quello che non è.
Che dire, La vita perfetta non è il classico thriller, ma è sicuramente un romanzo molto avvincente e intrigante che sa ammaliare il lettore con una storia intensa e drammatica che fa riflettere su quanto, molto spesso, ci facciamo ingannare dalle apparenze e siamo pronti a giudicare senza conoscere.




Il mio voto:





3 commenti:

  1. Ero molto indecisa al riguardo ma sembra molto promettendo. Forse lo metterò in WL

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  2. Io sono ancora taaaanto indecisa in merito a questo libro... forse aspetto l'edizione economica!

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  3. Amelia e Silvia: anch'io all'inizio ero molto indecisa, anzi l'avevo proprio snobbato, poi ho letto l'anteprima su Amazon e mi ha stuzzicata, quindi alla fine l'ho preso e non me ne sono pentita affatto! Secondo me merita ;)

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