lunedì 6 giugno 2016

Blog Tour "Fotografie in Re Maggiore" - 4^ tappa: Personaggi in pillole

Buongiorno, miei cari e mie care!
Oggi sul blog fa tappa il Blog Tour dedicato al romanzo Fotografie in Re Maggiore della giovane autrice emergente Claudia Bresolin.
Come avete visto dal titolo del post, in questa quarta tappa vi presenterò i personaggi che accompagnano le due protagoniste principali, Elisa e Livia, nel corso del romanzo.
Vi segnalo che per tutta la durata del tour, cioè dal 27 maggio al 24 giugno, l'ebook sarà GRATIS! Ebbene sì, l'autrice ha deciso di fare un grande regalo ai lettori mettendo in promozione gratuita il romanzo e anche un altro pensierino: un giveaway che mette in palio cinque segnalibri. ;) Io vi consiglio di partecipare, i segnalibri non sono mai troppi per noi lettori! :D



Fotografie in Re Maggiore | Claudia Bresolin
Lettere Animate Editore | 415 pp.
1,49 € ebook (GRATUITO durante il blog tour)
Dove acquistarlo: Amazon, Ibs, Feltrinelli, Kobo

La loro amicizia è perfetta, invidiabile, eppure molti aspetti dei loro caratteri sono opposti, Livia è sicura di sé, non esita a esprimere la propria opinione, Elisa è timida, pacata.
Quello che, però, contrappone davvero Elisa e Livia è la loro concezione dell’amore e la felicità che cercano in esso: Elisa è "romantica", nel senso letterario di romanticismo, per lei l’amore deve essere totale, per sempre, deve togliere il respiro, deve essere l’unica cosa che conta davvero e se questo implica sofferenze e lacrime poco importa, ogni sofferenza per amore è sublime. Elisa ha una storia decennale con Andrea, l’amore del "Vissero per sempre"... ma anche del "felici e contenti"?
Per Livia l’amore rappresenta la felicità del momento trascorso insieme all’altro, ma questo non deve limitare, deve essere un sentimento di leggerezza che non deve scadere in abitudine, noia o complicazioni. Livia si destreggia tra un amore clandestino con il musicista Leo e la semplicità nella nascente passione con Mattia... si possono amare due persone contemporaneamente e sfuggire alle complicazioni?
Da qui iniziano le storie di Elisa e Livia, dal loro diverso approccio alla realtà che le porta a reagire in modo differente ai diversi avvenimenti che le coinvolgono; dai compromessi che le due sono pronte a fare per raggiungere ciò che vogliono.



L'autrice:
Claudia Bresolin è nata a Roma nel 1984. È laureata in Dams e in Linguistica e letteratura italiana. Durante un periodo di studio in Spagna ha incontrato il suo compagno, un fiammingo di Bruges. Nel 2007 si trasferisce in Belgio, dove oggi vive con la sua piccola famiglia italo-belga e dove insegna lingua italiana. Da sempre ama raccontare storie, attraverso la scrittura, ma anche con dipinti e fotografie.




QUARTA TAPPA - PERSONAGGI IN PILLOLE

In questo blog tour Elisa e Livia sono le protagoniste assolute. È giusto, però, parlare anche dei personaggi che le accompagnano. Non segue una descrizione esterna dei personaggi, ma dei piccoli estratti, delle soggettive, dal punto di vista di Elisa o Livia su chi le circonda: 

Andrea 

Andrea era lontano coi suoi amici all’apice di una risata. Com’era possibile che stesse con me? Troppo carino, brillante e popolare per me. L’avrei voluto raggiungere, ma mi piaceva ammirarlo da lontano come se fossi un’estranea. 


Leo 

Un uomo distinto, slanciato, atletico, i capelli scuri lisci ma vagamente ondeggianti, spettinati. Occhi scuri, neri e profondi, scrutanti. Aveva uno stile fatto apposta per un musicista, o quello che a me sembrava lo stile di un musicista. Una giacca nera sopra un dolcevita grigio scuro, un pantalone nero e poi quel guizzo: scarpe da ginnastica rosse. (...) 
Qualcosa in lui mi attraeva fortemente, forse quell’aria di assennatezza mista a qualcos’altro. L’impressione di un’anima capricciosa; sembrava impersonificare la responsabilità, ma le sue azioni tradivano un’assopita irrazionalità. 


Mattia 

Entrò (in palestra) un ragazzo, alto, vagamente roseo, atletico ma non palestrato, solo sportivo. Il viso appuntito, i capelli castani ricciuti, disordinati, gli occhi brillanti. Sì, anche lui poteva essere un carattere fisso della palestra: il ragazzo affabile che sa sempre qualcosa di muscoli, calorie, proteine, esercizi di defaticamento. Carino, anche più di carino, ma purtroppo senza senso dell’umorismo, ciò nonostante simpatico a tutti. Ovviamente molte ragazze lo trovano simpatico, ma altrettanto ovviamente lui ha una ragazza snella, alta, coi capelli setosi da poter fare uno spot di un balsamo e bella, bella davvero, senza doversi uccidere di esercizi per dimagrire o rassodarsi. La si vede in palestra solamente alla chiusura, quando viene a prendere il suo ragazzo con la loro macchina nuova. A casa hanno un cane, un cucciolo di labrador, bello anche lui. 


Gianluca 

Gianluca era il vicino di casa di mia nonna. Mio coetaneo, l'avevo conosciuto come “il bambino che abita alla porta affianco”, poi, quando mi ero trasferita da mio padre, era stata l'unica conoscenza nel nuovo quartiere e quindi mi aveva salvato dall'isolamento completo. (...) 
Gianluca era il tipo di ragazzo che i genitori e le nonne adorano: educato, simpatico, sempre in ordine, curato, che saluta sempre. 


Giulia 

Mi ricordavo perfettamente di Giulia, perché l’avevo sempre odiata: gelosia pura era il mio male. (...) La ragazza figlia di un avvocato che studiava e prendeva appunti all’universitá con una Mont Blanc. 


Camilla 

Era stato Gianluca a presentarci Camilla, una sua collega dell’università che col tempo era divenuta un’amicizia più vicina a noi che a Gianluca, forse perché condivideva alcune nostre passioni come Jane Austen, la cannella e il Martini. 


Valentina 

Valentina era quella che ci aveva costrette ad andare nello stesso bar quasi tutti i giorni per un mese perché trovava il cameriere “niente male”, questo fino a quando lui aveva deciso che dopo tutto anche lei non era “niente male”. Un equilibrio di opinioni reciproche che era durato circa due mesi. 


Mira Graz 

Ora sapevo dove Mira era stata in vacanza e dove sarebbe andata, che aveva un fratello più grande, che veniva da una famiglia poverissima. A Mira piacevano la primavera e l’autunno perché l’estate e l’inverno erano due stagioni troppo estreme. Adorava la cucina indiana ed era stata in India un infinito numero di volte. Guidava la macchina, ma aveva causato talmente tanti incidenti che i suoi più cari amici l’avevano pregata di vendere la sua automobile. Aveva tante piante nel suo appartamento, perché le piaceva avere il verde intorno a lei. Non era brava con le nuove tecnologie, sapeva usare bene computer e cellulare, ma solo e sempre dello stesso tipo. Indossava raramente pantaloni, perché sua madre le aveva detto che una signora indossa sempre la gonna. E non poteva mai uscire senza rossetto, anche se di colore neutro. Il pranzo era durato in fondo solo un paio d’ore.


Cristina 

Anche Cristina era venuta alla scuola di danza di mia madre, ma con risultati ancor più scarsi dei miei. No, Cristina non era una ragazza particolarmente portata per la musica e in effetti neanche particolarmente aggraziata, con i suoi piedi enormi non portava altro che scarpe da ginnastica e non avevo mai capito se i suoi capelli fossero spettinati per scelta o per sventura. 


Gianni 

Gianni, un mio collega con qualche anno in più di me, ma bigotto e maschilista fino all’inverosimile. E ora lui avrebbe lavorato con la Divina Graz, alla quale avrebbe proposto una di quelle orride copertine con una banalissima foto di un paesaggio di mare o qualcosa del genere. (...) 
Ed eccolo arrivare, Gianni. Anche conosciuto come Gianni il Bigotto, Gianni il Borioso, Gianni il Maschilista o Gianni il Misogino. 




CALENDARIO DEL BLOG TOUR 




GIVEAWAY

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